Pena di morte, ecco la situazione nel mondo

Redazione 27 July 2013

C'è un'ulteriore conferma della tendenza all'abolizione della pena capitale in tutto il mondo. Una propensione, che dura da 15 anni e che appare ormai irreversibile. Lo si apprende leggendo il Rapporto 2013 – relativo ai dati del 2012 e del primo semestre di quest'anno – elaborato dall'Associazione Nessuno Tocchi Caino, e presentato oggi a Roma. Una conferma del calo delle esecuzioni rispetto agli anni precedenti, grazie soprattutto – si è detto – ad una significativa riduzione registrata in Cina.

Il primato dell'Asia. Oggi, secondo il dossier, i paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge, o in pratica, sono 158 contro 40 che continuano a praticarla. Nel 2012, le esecuzioni sono state almeno 3.967, A fronte delle almeno 5.004 del 2011. Nel 2010 erano state almeno 5.946, nel 2009 almeno 5.741 e nel 2008 almeno 5.735. Ed è comunque l'Asia il continente dove viene ancora praticata la quasi totalità delle esecuzioni di pena di morte nel mondo.

I dittatori dei "paesi boia". Dei 40 paesi che tuttora praticano la pena di morte, 33 sono paesi dittatoriali, autoritari o illiberali. In 17 di questi paesi, nel 2012, sono state compiute almeno 3.909 esecuzioni, il 98,5% del totale mondiale. Un paese solo, la Cina, ne ha effettuate circa 3.000, il 76% del totale mondiale; l'Iran ne ha effettuato almeno 580; l'Iraq almeno 129; l'Arabia Saudita almeno 84; lo Yemen almeno 28; la Corea del Nord almeno 20; il Sudan almeno 19; l'Afghanistan 14; il Gambia 9; la Somalia almeno 8; la Palestina (striscia di gaza) 6; il Sud Sudan almeno 5; la Bielorussia almeno 3; la Siria almeno 1; il Bangladesh 1; gli Emirati Arabi Uniti 1 e il Pakistan 1. Molti di questi paesi non forniscono statistiche ufficiali sulla pratica della pena di morte, per cui il numero delle esecuzioni potrebbe essere molto più alto.

I minorenni giustiziati in Iran. Il dato più rilevante del rapporto riguarda però la Cina, che nel 2012, secondo una stima di Nessuno Tocchi Caino, ha giustiziato circa 3.000 persone, pari a un calo di oltre il 50% rispetto a solo 5 anni fa. Tale diminuzione è stata più significativa a partire dal 2007, quando è entrata in vigore la riforma in base alla quale ogni condanna a morte emessa da tribunali di grado inferiore deve essere rivista dalla corte suprema del popolo. Il quadro cambia per l'Iran dove nel 2012 sono state effettuate almeno 580 esecuzioni, un numero tra i più alti degli ultimi anni. Il paese ha fatto segnare anche il record in termini di numero di abitanti e inoltre, nota il Rapporto, continua a praticare le esecuzioni di minorenni e per motivi politici.

Scenari oscuri anche in Iraq. Anche l'iraq presenta uno scenario preoccupante: nel 2012 ha messo a morte almeno 129 persone, il numero più alto dal 2005 e un aumento significativo rispetto al 2011, quando sono state giustiziate almeno 68 persone, che erano già il quadruplo rispetto alle 17 messe a morte nel 2010. L'Iraq ha già giustiziato almeno 50 persone nel 2013 (al 16 aprile).

E intanto negli USA… Le Americhe sarebbero libere dalla pena di morte, se non fosse per gli Stati Uniti. A tale proposito, il dato più negativo sottolineato dal Rapporto 2013 di Nessuno Tocchi Caino riguarda proprio le cosiddette "democrazie liberali". Nel 2011 erano stati solo due i paesi democratici a praticare la pena di morte: gli Stati Uniti e Taiwan. Nel 2012 sono diventati 5, con Giappone, Botswana e India, ai quali va aggiunta l'Indonesia che ha ripreso le esecuzioni nel 2013. Mentre negli Stati Uniti si registra ormai una evidente e irreversibile tendenza all'abolizione della pena di morte con sei Stati che l'hanno cancellata negli ultimi sei anni – New Jersey (2007), New York (2007), New Mexico (2009), Illinois (2011), Connecticut (2012) e Maryland (a maggio 2013) – negli altri paesi democratici il dato è preoccupante.

La situazione in Africa. Qui la pena di morte è stata eseguita in 5 paesi (erano stati 4 nel 2011) e sono state registrate almeno 42 esecuzioni: Sudan (almeno 19), Gambia (9), Somalia (almeno 8), Sud Sudan (almeno 5), Botswana (almeno 1). Nel 2011 le esecuzioni effettuate in tutto il continente erano state almeno 24. In Europa, la Bielorussia continua a costituire l'unica eccezione in un continente altrimenti totalmente libero dalla pena di morte. Nel 2012 tre uomini sono stati giustiziati per omicidio. 


Fonte: Feedsportal
Segnalato da: NonCiPossoCredere