Addip Top Gun: l’Air Force Usa resta senza piloti

Redazione 27 July 2013

Emergenza piloti, per l’Air Force americana. Il fascino del “top gun” alla Tom Cruise è tramontato, e l’aviazione militare si trova con le cabine vuote. Mancano almeno duecento effettivi, perché le linee commerciali li attirano con stipendi migliori. Allora il Pentagono sta correndo ai ripari con un nuovo programma, che offre oltre 200.000 dollari di bonus a chi accetta di vestire le stellette. 

Il meccanismo non è nuovo. I ragazzi che vanno all’Accademia del Colorado sono motivati dalla volontà di difendere il proprio paese, combattere, e magari scrivere la storia. Nello stesso tempo, però, sanno che all’orizzonte li aspetta un lavoro sicuro, tranquillo e ben pagato con le linee commerciali, che assumono molti dei loro piloti dai ranghi militari. L’addestramento ricevuto è una garanzia per le compagnie, e un’opportunità per i “top gun” che vogliono cambiare vita. Il problema è che negli ultimi tempi il turn over si è accelerato, oltre le capacità dell’Air Force di sostenerlo. 

Per capire l’emergenza attraverso i numeri, basta sapere che all’aviazione militare americana mancano circa 200 piloti, sui 3.000 di cui avrebbe bisogno per funzionare a pieno ritmo. E il buco rischia di allargarsi a 700 posti vuoti, entro il 2021.  

La regola prevede che un aviatore debba restare in servizio per almeno undici anni, per ripagare lo stato dei sei milioni di dollari investiti per addestrarlo. Dopo questo periodo, però, gli si chiede in genere di allungare la ferma per altri cinque anni. Fino al 1993, l’80% dei piloti accettava; ora le adesioni sono scese al 65%. Il motivo principale sono i soldi: un “top gun” guadagna in media 90.000 dollari all’anno, mentre nelle compagnie commerciali ne riceve 103.000. A questo si aggiungono lo stress e i pericoli del combattimento, i continui trasferimenti, e ora anche l’assegnamento alle unità di droni, e il fastidio per le nuove tecnologie che in sostanza consentono di controllare a distanza le missioni.  

Il problema sembra destinato ad aumentare, perché secondo uno studio della Boeing, nell’arco dei prossimi due decenni in tutto il mondo serviranno almeno 460.000 nuovi piloti commerciali. Al momento negli Stati Uniti ce ne sono 71.000 attivi, ma le compagnie stanno avviamdo grandi campagne di reclutamento, perché il personale è sceso molto dopo le ristrutturazioni completate in seguito alla crisi seguita agli attentati dell’11 settembre 2001. US Airways e American Airlines, ad esempio, hanno bisogno di 2.100 piloti, anche perché l’età della pensione ormai è obbligatoria a 65 anni. 

La prospettiva è molto pericolosa per il Pentagono, perché rischia di mettere in crisi anche il lancio del caccia F-35 Joint Strike Fighter, il nuovo aereo super tecnologico costato un investimento di circa 400 miliardi di dollari. Il pericolo è non avere abbastanza top gun per gestire questo programma, e garantire la difesa degli interessi americani in tutto il mondo. 

La soluzione potrebbe stare in una nuova iniziativa, che il dipartimento alla Difesa sta avviando in questi giorni. Lo stipendio dei piloti che accettano di restare in servizio verrà alzato fino a 97.400 dollari all’anno, e in più riceveranno una serie di nuovi benefit. Inoltre chi firmerà per nove anni prenderà un bonus annuale da 25.000 dollari, che singifica un totale garantito di 225.000, se resteranno fino alla fine del contratto. Tom Cruise non avrebbe avuto bisogno di tante lusinghe, perché la vita del “maverick” lo affascinava troppo. Per un top gun con famiglia a carico, però, soldi e tranquillità oggi pesano molto di più. 

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Fonte: Lastampa
Segnalato da: NonCiPossoCredere