Gli ultras pagati per stare in silenzio

Redazione 18 July 2013

A chi è abituato allo spettatore/consumatore del basket o del baseball il classico ultras stile europeo non può piacere. In particolare se il soggetto in questione ha la brutta abitudine di farsi sentire con cori o striscioni, rovinando così le dirette delle pay tv.

La logica conseguenza è che, col progressivo diffondersi della passione del calcio, negli Stati Uniti si stanno attuando diverse iniziative volte a limitare i comportamenti poco urbani delle tifoserie. Visto il fallimento dei tentativi di repressione attuati finora dalla Major League Soccer (Mls), adesso si cerca di raggiungere l’obiettivo mediante “incentivi” in perfetto stile economicista.

L’ultima iniziativa – riportata da Sports Illustrated – arriva dai dirigenti dei New York Red Bulls, che hanno annunciato l’intenzione di retribuire quei gruppi di tifosi che nell’arco dei 90 minuti si asterranno da cori offensivi. In particolare i boss del club newyorchese sperano di far sparire quel “You suck asshole” (o “YSA”), che gli ultras della Red Bull Arena urlano ogni qual volta il portiere avversario si appresta a effettuare il rinvio da fondo campo, turbando così la sensibilità di milioni di famiglie che dal proprio divano assistono al match di turno.

Destinatari del provvedimento sono in particolare le tre principali organizzazioni del tifo locale: Empire Supporters Club, Garden State Ultras e Viking Army. Chi se ne starà buono otterrà a fine partita ben 500 dollari, che dalla quarta gara in poi diventeranno 2 mila.

Qualcuno ha anche accolto il provvedimento con favore. Un rappresentante dell’ Empire Supporters Club, ad esempio, ha sottolineato l’opportunità di “utilizzare questi soldi come rimborso spese praticamente per qualsiasi attività, dall’acquisto delle batterie per i megafoni ai costi dei viaggi in bus”.


Fonte: Senzasoste
Segnalato da: NonCiPossoCredere